Chi sono?

Sono un ragazzo con la passione per l'informatica e per la politica, praticante di sport, e proprio nello sport spero di poter lavorare dopo i miei studi.

lunedì 1 giugno 2015

Il contadino? Mestiere di altri tempi

Da esperienza diretta voglio condividere il mio pensiero sul perché in Italia se hai dei possedimenti terrieri (piccolo/medio) e decidi di investire su questo, quindi come dicono molti tornare alla terra, alle origini si.. peccato non ci sono sicurezze, no incentivi, niente di niente, con il terreno oggi come oggi al massimo ci sopravvivi col pomodoro che pianti o con la frutta, al massimo qualche animaletto che alleverai ma occhio che ci mettono tempo a riprodursi.

Bene dopo questa prefazione entriamo nel dettaglio vorrei partire da molto lontano passando per i giorni d'oggi dicendovi anche esperienze dirette dato che vivo in campagna e di questo mondo dopo 23 anni ne so abbastanza.

Partiamo dall'era fascista, dove l'allora dittatore Benito Mussolini, credeva nel progetto dell'autarchia, ovvero diventare una nazione indipendente, per fare ciò Mussolini almeno in campo agricolo mise in campo diverse misure; partiamo inanzi tutto dai principi che ispirarono le varie leggi che è quello della collaborazione di classe che in soldoni mirava ad unificare tutte le classi sociali per arrivare ad uno scopo comune (se volete approfondire basta una ricerca.), basandosi su questo principio e il principio come detto prima autarchico attuò 4 diverse forme di intervento:

1)Sbracciantizzazione: che eliminava la retribuzione a giornata sostituendola con veri e propri contratti di lavoro.
2)Bonifica integrale: che prevedeva l'esproprio di grandi latifondi da parte dello stato per costruire strutture di irrigazione i quant'altro.
3)Espropriazione di grandi latifondi: come dice il nome vennero espropriati grandi latifondi e terreni abbandonati, che passarono sotto il controllo diretto dello stato, quindi chi lavorava i campi fondamentalmente era un impiegato pubblico.
4)La battaglia del grano: campagna per sponsorizzare l'autosufficienza in campo agrario.
Naturalmente tutto quello che vi ho appena detto potete approfondirlo su internet..

Passiamo ora al dopoguerra, dopo la ricostruzione delle città e il ritorno alla normalità, dagli anni '70 fino agli anni '90 più o meno si vede ancora un agricoltura fiorente, incentivata e forte, infatti case/ville di molti paesi di montagna sono stati costruiti grazi al lavoro fruttato dai campi, quali possono essere allevamenti, olivi, uva e quant'altro, andava talmente bene che il contadino quando andava in giro era vestito come un imprenditore oggi giacca nera,cravatta,camicia bianca e pantaloni e scarpe abbinati.

Tutto era perfetto il paese bene o male tirava avanti fino all'ascesa in campo del cavaliere Silvio Berlusconi, che si disinteressa completamente dell'agricoltura (si disinteressa un pò di tutti i problemi sociali ma è un altro discorso), non rinnovando leggi, non dando delle sicurezze a chi lavora i terreni, a chi ha allevamenti, ma bene o male non c'erano grandi problemi, le dogane esistevano ancora e si esportava abbastanza.

Con l'Unione Europea si.. quella che oggi quasi tutti criticano ( e ci sarà un motivo) sta andando sempre peggio, dato che una concorrenza spietata di prodotti esteri ha praticamente fatto si che piccoli contadini che prima guadagnavano anche con poco, si trovano tutto d'un tratto a vedere il loro sudore svalutato fino all'invero simile, tanto che oggi quasi quasi ci si perde, costringendo le generazioni che vennero dopo ad abbandonare quasi totalmente l'idea di intraprendere la strada del lavoro agricolo.

Ed è cosi che cari ragazzi hanno ucciso una risorsa molto importante del nostro paese, ponendo degli standard ai cetrioli mentre lor signori non sanno neanche piantarli, facendo entrare olio di altre nazioni svalutando a dismisura l'olio locale, per non parlare del latte venduto a pochi centesimi al litro.. 

Bene ora passiamo alla mia esperienza, che comincia quando mio nonno e mia nonna di ritorno dalla svizzera decidono di prendere un abitazione in campagna, con qualche pianta di olive, una stalla e un fienile, espandendosi sempre di più decidono di prendere delle mucche e con la sola vendita del latte con molti sacrifici riescono a realizzare una casa di tutto rispetto, il tutto viene tramandato a mio padre che però fiutando una calata dell'agricoltura studia come meccanico trovando subito un impiego alla volvo, ad oggi la campagna per mio padre non è niente di più che un passatempo, un modo magari per risparmiare sui prodotti di prima necessità, ma la cosa che mi ripete sempre è che non ci vivi al massimo ci sopravvivi.

Cosa confermata quando un periodo mi misi in testa di prendere tutto e realizzare un allevamento con una stalla moderna e con tutti i fiocchi annessi, mi documento un pò su qualche incentivo, andando a documentarmi direttamente con la coldiretti e parlando con vari agronomi, il risultato è stato che se non fai tu un investimento iniziale con il rischio pesante di perdere tutto non partirei mai, perché lo stato non incentiva più la produzione purtroppo..

Si dico purtroppo.. perché questo bel paese avrebbe molto da produrre ma il libero mercato ci impone di acquistare prodotti esteri, non permettendo magari a moltissimi giovani di crearsi un futuro loro e magari far crescere un pò la nostra nazione.


E voi che ne pensate? qual'è il vostro pensiero? come sempre sia che siate in disaccordo o concordate con quello che ho detto esprimete la vostra!

Sto preparando un e-book sulla politica di oggi.. fatemi sapere se vi potrebbe interessare.